Gli scienziati sono da tempo affascinati dal fenomeno di come i neonati nei primi mesi di vita siano in grado di percepire e assorbire le lingue con sorprendente facilità. Ancor prima che un bambino inizi a pronunciare le sue prime parole, il suo cervello elabora già attivamente le strutture linguistiche, riconosce gli schemi e persino reagisce agli errori grammaticali. Questa straordinaria capacità rende il cervello del bambino particolarmente ricettivo all'apprendimento.
Uno studio condotto presso il Max Planck Institute for Human Cognition and Brain Research ha dimostrato che ai neonati bastano circa quindici minuti per cogliere le connessioni grammaticali in una lingua sconosciuta. L'esperimento è stato condotto su neonati di quattro mesi che hanno ascoltato frasi in italiano. Gli scienziati hanno registrato l'attività cerebrale dei neonati utilizzando l'elettroencefalografia e hanno osservato come rispondeva ai cambiamenti nelle strutture grammaticali.
I risultati sono stati sorprendenti: dopo solo poche sessioni di ascolto, i bambini hanno iniziato a distinguere tra combinazioni di parole corrette e scorrette. Il loro cervello rilevava schemi tra forme verbali e desinenze, sebbene, ovviamente, non comprendessero il significato di ciò che veniva detto. Questo dimostra che il cervello umano è predisposto fin dalla nascita alla ricerca di schemi linguistici ed è in grado di estrarre rapidamente la struttura dai suoni ripetuti.
Gli adulti, al contrario, quando imparano una lingua straniera, prestano principalmente attenzione al significato delle parole, cercano di tradurre ciò che sentono e memorizzano le unità lessicali. Il cervello di un bambino funziona in modo diverso: non analizza, ma piuttosto assorbe, notando le ripetizioni e il ritmo del discorso. Questo è il motivo per cui i bambini padroneggiano facilmente diverse lingue contemporaneamente se sono esposti a esse fin dalla nascita, mentre questo processo è significativamente più difficile per gli adulti.
Gli scienziati suggeriscono che la precoce capacità di analizzare il linguaggio sia legata alla particolare flessibilità delle connessioni neurali nel cervello del bambino. Durante questo periodo, si formano i percorsi neurali responsabili della percezione dei suoni, rendendo l'apprendimento naturale e intuitivo. Con l'età, queste connessioni diventano più stabili ma meno flessibili: ecco perché gli adulti trovano più difficile adattarsi a nuovi schemi linguistici.
Pertanto, l'esposizione precoce alle lingue gioca un ruolo cruciale nello sviluppo del linguaggio. Prima un bambino inizia a sentire una varietà di suoni, intonazioni e parole, più facile sarà per lui imparare a parlare, leggere e capire gli altri. Il cervello di un bambino è progettato per l'apprendimento e il linguaggio diventa il suo primo e più importante strumento per comprendere il mondo.
e-news.com.ua
