Uno studio internazionale ha risolto un dibattito di lunga data sulla capacità della terapia antiretrovirale di bloccare completamente la trasmissione dell'HIV. I risultati sono stati così convincenti che lo studio ha dovuto essere interrotto prematuramente. Gli scienziati hanno dimostrato che se una persona sieropositiva inizia il trattamento precocemente nel corso della malattia, il rischio di trasmettere il virus al partner praticamente scompare.
Lo studio su larga scala, che ha interessato 13 paesi, ha coinvolto 1.763 coppie in cui uno dei partner era sieropositivo. Metà ha iniziato ad assumere i farmaci immediatamente, mentre l'altra metà solo dopo la comparsa dei sintomi. La differenza tra i gruppi è stata sorprendente: delle 886 coppie che hanno iniziato il trattamento immediatamente, è stata registrata solo una nuova infezione, mentre nel secondo gruppo ne sono state registrate 27. Ciò ha rappresentato una riduzione del 96% del rischio di trasmissione virale.
Secondo Margaret Chan, Direttore Generale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, questi dati possono essere considerati una svolta, poiché la stragrande maggioranza delle infezioni avviene per via sessuale. La medicina dispone ora di uno strumento efficace in grado non solo di prolungare la vita delle persone infette, ma anche di arrestare la diffusione del virus.
Gli scienziati sottolineano che gli effetti positivi della terapia sono uguali sia per gli uomini che per le donne. Lo studio ha incluso anche coppie dello stesso sesso, ma a causa del numero limitato di partecipanti, sono necessari ulteriori studi. Ciononostante, la tendenza generale è chiara: i farmaci antiretrovirali riducono la carica virale a tal punto da rendere impossibile l'infezione.
Lo studio ha prestato particolare attenzione allo stadio della malattia. Solo i pazienti con conta delle cellule CD4+ compresa tra 350 e 550 per millilitro di sangue, ovvero nelle fasi iniziali dell'HIV, erano idonei a partecipare. In precedenza, l'Organizzazione Mondiale della Sanità raccomandava di iniziare il trattamento solo a conte più basse, ma questo approccio potrebbe ora essere riconsiderato. Il promotore dello studio, il Professor Myron Cohen dell'Università della Carolina del Nord, ha sottolineato che una terapia precoce non solo protegge il partner, ma migliora anche la prognosi del paziente.
La comunità medica è già in attesa di aggiornamenti sulle raccomandazioni dell'OMS. Se questo nuovo approccio venisse adottato, potrebbe rappresentare una svolta nella lotta contro l'HIV in tutto il mondo. La terapia antiretrovirale cesserebbe di essere un mero mezzo di controllo della malattia e diventerebbe una potente misura preventiva in grado di invertire il corso dell'epidemia.
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